• 3 Aprile 2025 23:53

Un’altra fumata nera dal vertice USA-Israele

Un’altra fumata nera dal vertice USA-Israele

L’incontro di questa mattina tra i vertici delle due nazioni ha visto di nuovo un nulla di fatto sulle proposte avanzate per il cessate il fuoco. 

Gerusalemme

Fonti interne dell’esercito di Israele riferiscono che Benjamin Netanyahu avrebbe nuovamente rifiutato la proposta di accordo da parte di Hamas. Lo scopo mettere un punto all’escalation militare iniziata dopo il tristemente celebre attacco del 7 ottobre scorso.

Il premier israeliano, infatti, nell’incontro con il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha riaffermato che da parte di Hamas continuare ad indugiare sul tema dello scambio tra ostaggi e prigionieri comporterà certamente l’invasione di Rafah, ultima roccaforte del gruppo terroristico islamico. 

Il contesto

Sembra sfumata per l’ennesima volta l’ipotesi di una pacificazione – almeno momentanea – tra le forze militari in guerra sulla striscia di Gaza. Lo scenario attuale vede una forte volontà dell’esercito di Israele di invadere Rafah. Lì sono arroccati i militanti del gruppo islamico, ma dove anche milioni di civili si sono rifugiati dopo i bombardamenti e gli attacchi dell’IDF (Israel Defence Forces) sul territorio palestinese.

La volontà geostrategica di Netanyahu sta trovando da mesi l’opposizione dell’amministrazione Biden, che preme per una soluzione umanitaria prima di dare il nullaosta per un allargamento del conflitto verso la città che guarda al confine con l’Egitto.

Le richieste

Sul tavolo del negoziato internazionale, dove sono intervenute più parti (tra cui Il Cairo e Gran Bretagna, ndr) è stato chiesto il rilascio di migliaia di prigionieri palestinesi, incarcerati a Tel Aviv. L’obiettivo ottenere in cambio i 33 ostaggi israeliani trattenuti dalle forze islamiche palestinesi.

Un’offerta molto conveniente per Hamas che comunque non trova terreno fertile nelle opinioni del premier di Israele, che giorni fa aveva dichiarato che l’attacco a Rafah avverrà “con l’accordo o meno. Né l’Aja né altro ci fermerà”. 

Sembra quindi che, nonostante l’impegno internazionale di molte nazioni e organizzazioni, il polso fermo di Netanyahu e l’arroccamento delle forze militari di Hamas continuino a rendere sempre più improbabile una soluzione pacifica per le parti in gioco. Chiunque dovesse vincere la guerra, ad essere costantemente sconfitti sono i civili: quasi 35mila i morti ad oggi. 

Bachir Andrea El Khaloufi 

 

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Di RaNews